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Paura negli occhi delle Nigeriane

  • Immagine del redattore: Francesca Aliberti
    Francesca Aliberti
  • 22 feb 2018
  • Tempo di lettura: 1 min

Donne e minori nei flussi migratori dalla Nigeria all'Italia partono con nuove speranze, ma ad attendere c'è una vita di violenze, abusi e morte.

Durante la commemorazione al Duomo per la morte delle ventisei donne nigeriane, di cui ne sono state identificate solo due, la società Italiana non ha dato il minimo segno di partecipazione. Si suppone che queste ventisei donne siano morte, quasi tutte, a causa di violenze subite durante il lungo viaggio. Purtroppo questi non sono i primi abusi che le ragazze nigeriane subiscono, un esempio è stato il rapimento delle duecentosettantasei studentesse in Nigeria nel 2014, di cui solo ora, nel 2017, ne sono state liberate ottanta. Le altre, se ancora vive, sono segregate in luoghi sconosciuti.

Molte donne vengono in Italia con la speranza di una vita migliore, ma al loro arrivo trovano spesso solo marciapiedi ad attenderle. La vita è difficile e crudele, così, spesso le prostitute sono costrette all'aborto che frequentemente praticano in luoghi non idonei. E' di questi ultimi giorno la notizia dell'arresto di un uomo nigeriano conosciuto come "The Doctor" che in cambio di denaro praticava aborti in una clinica abusiva situata a Castel Volturno.

 

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